I pensieri devono essere sempre in testa. A volte vengono e vanno via come un soffio di vento. Altre volte riusciamo a tenerli con noi e svilupparli. I pensieri ci formano e noi formiamo i nostri pensieri. Quando riesco li scrivo. Gli argomenti possono variare ed anche la lingua in cui penso. Benvenuti ai miei pensieri in italiano!
Aprì la porta di
casa e chiamò un’ultima volta i bambini. Era tardi e dovevano sbrigarsi per
fare in tempo ad arrivare a scuola prima dell’inizio delle lezioni. Lui si
alzava presto la mattina ma era sempre difficile insegnare ai gemelli ad
organizzarsi bene la mattina. Sua moglie era già andata in ufficio...
Lei sì che aveva
un ufficio in cui andare. Un posto dove sentirsi utile e grazie al quale
riusciva a portare a casa uno stipendio. Lui invece... Lui il lavoro lo aveva
perso 3 anni prima e per quanto avesse cercato non era finora riuscito a
trovare nulla di serio. Dopo una certa età sembrava un’ impresa impossibile. Dallo
Stato non gli arrivava più un soldo. Aveva fatto centinaia di lavori a nero e
migliaia di colloqui di lavoro sempre con lo stesso risultato: “Le faremo
sapere Sig. Rossi”. Ma nessuno gli faceva mai sapere un bel niente. E quindi si
ritrovava ad occupare le sue giornate come meglio poteva tra un lavoretto e l’altro.
Badava alla casa, ai bambini e alla moglie. Adriana non si faceva mai mancare l’occasione
di rinfacciare che tutto quello che si faceva era con i soldi che guardagnava lei. Persino il cibo, che a lui piaceva tanto, era frutto delle
giornate della moglie. Lui era – e si sentiva – un mantenuto.
I gemelli
correvano contenti per le scale. Fuori c’era una lieve nebbia che prometteva
bene. Ci sarebbe stato il sole. Almeno quello.Il Sig. Rossi stava per chiudere
il portone quando sentì dei passi veloci dientro di sé. Si girò per guardare
chi era e per tenere la porta ancora aperta per un po’. Era la Signora Belli,
la vicina di casa. Una casalinga elegante e sempre sorridente.
“Buongiorno!”
disse lei con un sorriso splendente.
“Buongiorno!”
rispose lui.
Anche lei aveva
due bambini con sé ed erano tutti diretti verso la stessa scuola. Lui e lei
avevano gli stessi compiti da svolgere durante la giornata; prima i figli a
scuola, e poi si badava alla casa fino al ritorno del coniuge. Eppure tra i due
c’era una grande differenza; lei era una casalinga, lui un disoccupato
mantenuto.
Non ci sono soltanto cattive notizie! Ci sono delle persone davvero generose e che credono nel lavoro di squadra. L'imprenditore Pietro Macchi era un esempio. È morto a giugno del 2015 ed aveva già allora deciso di fare un regalo ai suoi impiegati a Natale. 1.5 milioni di euro come premio Natalizio!
Bild: Flickr.com Mario Macry Correale
Nessuno, neanche la figlia Giovanna, sapeva che Pietro aveva preparato tutto prima della sua morte. Voleva fare una sorpresa ai suoi dipendenti! Ed è davvero riuscito! Tutti quanti hanno avuto dei soldi in più nella busta paga.
Pietro fondò la sua azienda nel 1957. Oggi Enoplastic è il leader mondiale nel settore di tappi per le bottiglie di vino. Conta 280 dipendenti ed ha filiali in molti paesi del mondo. Pietro credeva fortemente nella collaborazione. Era convinto che da soli non si è forti ma che bisogna lavorare in squadra. E riuscito benissimo! Anche dopo la morte continua a rendere contenti i suoi collaboratori. Un vero esempio da seguire!
Anche
Matteo Renzi vuole abbassare le tasse. Dice che non è né un'idea di
destra, né di sinistra. Dice che è giusto e basta. Giusto
per chi? Cosa avremmo se si abbassassero le tasse in Italia, dove già
non riceviamo quasi nulla dallo Stato? Io vivo in Italia, ma provengo
dalla Svezia. Se ora vivessi in Svezia, pagherei meno tasse di quelle
che pago in Italia e mia figlia avrebbe persino la carta igienica
gratis a scuola! Incredibile! In Italia i genitori spesso la devono
portare, si raccoglie un fondo cassa oppure si usano fazzolettini
di carta. In Svezia – con meno tasse – si ottiene di più. Come
fanno? Forse con le magie?
Foto: flickr.com Christian Olausson
Non
so come fanno a far quadrare i conti in Svezia, ma ogni famiglia ha
persino un sussidio per ogni figlio e gli studenti del
liceo/università hanno un piccolo reddito e la possibilità di chiedere
un prestito allo Stato. Non chiedo la luna. Ma anche in Italia si
potrebbe iniziare a cambiare, magari cominciando dalle cose piccole.
Perchè nelle scuole non c'è la carta igienica? Perchè i genitori
devono fare le fotocopie a casa (molto spesso nei loro posti di
lavoro!)? Perchè bisogna pagare la mensa scolastica? E perchè
dobbiamo pagare i libri delle scuole medie e del liceo? Persino alcuni anni della scuola obbligatoria...
Foto: flickr.com Collectioseum
Come
potrà mai l'Italia competere a livello internazionale con altri
paesi se non tutti i giovani hanno gli stessi diritti? Non tutti
possono permettersi di far studiare i figli e questo non lo trovo
proprio giusto! Meno tasse? Ma perchè invece non utilizzare i soldi
che si pagano ora in modo più costruttivo? E perchè non fare in
modo di controllare meglio le persone che ancora oggi portano i
guardagni all'estero? Perchè non spendere un po' di più sulla lotta
contro la mafia?
Non
sono un'esperta di economia ma credo di avere una mente aperta. Sono
pronta ad ascoltare una persona che mi possa spiegare perchè in Italia
mancano tante cose primarie quando la percentuale media di tasse che
paga un italiano è del 48%. In Svezia la percentuale media è del 42%. La media OCSE è del 36%. Perchè gli studenti italiani devono
continuare a usare fazzolettini nei bagni delle scuole?
Ho avuto
la grande opportunità di incontrare l'autore e formatore Dain Heer
durante la sua visita a Roma. Ha passato un paio di giorni qui per il
suo tour europeo, "Assaggio dell'Essere". Avevo letto il
suo libro "Sii te stesso, cambia il mondo”. Dain è un grande
esempio di come una persona siarealmente
in grado di cambiare la propria vita. L'ho incontrato nella
hall dell'albergo dove mi è venuto incontro con un sorriso
splendente. Gentilmente mi ha condotto in un luogo tranquillo in modo
che potessimo parlare in pace e anche fare qualche video. La mia
testa era piena di domande e non vedevo l'ora di parlare con lui.
Cos'è la
nostra mente per noi? E uno dei nostri beni più preziosi oppure è
un limite? Passiamo troppo tempo a giudicare gli altri e noi stessi?
Quali conseguenze ha tutto questo? Come sarebbe se potessimo cambiare
la nostra vita semplicemente essendo noi stessi? Se giudicarelimita la nostra vita, perchè non
ce ne liberiamo? Di queste e molte altre cose abbiamo parlato per
quasi un’ora e mezza. Il Dott. Dain Heer è un uomo pieno di
energie e riesce veramente a trasmetterle!
Foto: Monica Soma
Dain ha
iniziato il suo viaggio nel 2000, quando era depresso e anche
perseguitato da pensieri di suicidio. Pochissime persone lo capivano
davvero perchè, al di fuori, sembrava che avesse una vita perfetta.
Era un medico in carriera, aveva una bella ragazza ed abitava in un
bel posto:Santa
Barbara negli Stati Uniti. Un giorno decise di cambiare questasituazione. Decise di fare qualcosa
al riguardo e così incontrò un uomo di nome Gary Douglas nello suo
studio. Gary era la persona che aveva creato il concetto Access
Consciousness – Accedi alla Consapevolezza.
Da quel giorno la vita
di Dain cambiò.
Perché Access
Consciousness – Accedere alla Consapevolezza?
Gary Douglas fondò AC
molti anni fa. All'inizio si chiamò Access Energy Transformation per
il fatto che trasformiamo energia in ogni situazione. Trasformiamo le
energie bloccate nei corpi e nella vita delle persone e questo ha
dato loro maggiori possibilità di scelta per la coscienza. Le
difficoltà provengono da incoscienza - o se vogliamo - dalla
coscienza quando scegliamo contro di essa. L'unica cosa che noi
vogliamo portare nel mondo è la coscienza e la consapevolezza. La
coscienza crea facilità ma, nel mondo, la maggior parte delle
persone stanno lottando in una vita difficile.
Uno degli strumenti
che usate in AC è fare domande. Domande non risposte - perché?
Perché le domande
danno potere mentre le risposte limitano. Quando fai una domanda si
aprono tante possibilità che vanno oltre alla conclusione. Quando si
arriva ad una conclusione, non lasciamo più spazio ad altro
che alla nostra conclusione. Chiudiamo le porte. Quando decidiamo che
cos'è per noi la realtà abbiamo un enorme potere ma, una volta che
abbiamo scelto la risposta, non vogliamo vedere più nulla. La
realtà diventa limitata perchè lo decidiamo noi. Molti pensano che
la nostra mente sia il nostro bene più prezioso, ma purtroppo spesso
diventa il nostro limite più grande.
Ci sono soprattutto
4 domande nel tuo libro che mi interessano: "Cos'è questo?",
"Cosa devo fare con questo?", "Come posso cambiarlo?",
"Come faccio a cambiarlo?". Puoi darmi qualche esempio di
come queste domande hanno cambiato la tua vita?
Oh! Letteralmente
hanno cambiato tutto! Io viaggio molto per lavoro e quando ho
iniziato a viaggiare ero stanco tutto il tempo e il mio corpo era
esaurito. Mi sono chiesto: "Che cosa è questo?" ed ho
capito che la stanchezza era una proiezione – un’opinione di
altri – non era una sensazione mia! Allora ho chiesto: "Cosa
devo fare con essa?" e mi risposi che avrei dovuto
sbarazzarmene. In un paio di settimane il mio corpo ha iniziato a
sentirsi meglio. Ho avuto più energia e mi sentii meglio. Se guardo
una foto di 12 anni fa mi vedo stanco e grasso e forse più vecchio
di adesso. E’ strano perchè ci viene sempre detto che
dovremmo avere più rughe, diventare più brutti quando invecchiamo.
Un'altra domanda
che fai spesso è: “A chi appartiene?” Mi spieghi a cosa serve
questa domanda?
Sì certamente. Il 98%
dei vostri pensieri, giudizi, sensazioni e punti di vista li abbiamo
assorbiti da altre persone. C'e uno strumento molto potente che
ci aiuta a liberarci di questi. Se ti fai la domanda "A chi
appartiene?" con un risultato di leggerezza, il risultato dopo è
questo perchè, il pensiero che avevi pensato in realtà, non era
tuo. Cerca di fare questo esercizio per tre giorni, ogni volta che
senti o pensi qualcosa che potrebbe pervenire da qualcuno che non sei
tu: i tuoi genitori, il tuo capo di lavoro, un professore a scuola o
un amico. Se fai quest'esercizio per 3 giorni dopo ti sentirai più
libero. Noi siamo delle spugne ed assorbiamo tante cose da altre
persone durante il percorso della nostra vita. Sarebbe bello se
riuscissimo ad essere soltanto noi stessi.
Foto: Monica Soma
E
se mi rendo conto che un pensiero è di qualcun altro ma mi piace? Lo
posso tenere?
Certo!
Ma ti deve far stare bene. Quando un sentimento è giusto lo sentiamo
leggero mentre quando è sbagliato ci da una sensazione pesante. La
stessa cosa accade con la verità e la menzogna. La verità è sempre
leggera mentre la bugia è pesante.
Come fai quando
incontri persone che ti criticano? Succede che la gente dice che sei
pazzo?
Certo che succede! Se
qualcuno dice che sono pazzo non parlo. Io non sono qui per
convincere nessuno. Sono qui per aiutare persone che sono disposte a
cambiare e che sono in cerca di un cambiamento nella loro vita.
Abbiamo sempre una scelta. La cosa peggiore che ci può capitare è
pensare che non abbiamo scelta. Questo è un pensiero che ti porta
direttamente alla depressione e all'infelicità. Bisogna cominciare a
cambiare questa menzogna. Dobbiamo capire che abbiamo sempre una
scelta. Quando mostriamo il coraggio, l'universo ci da coraggio.
Questo non vuol dire che dobbiamo fare le scelte stupidamente, ma
dobbiamo scegliere sempre ciò che ci fa sentire leggeri.
Ora dimmi - come si può usare
questa tecnica per migliorare la loro vita, per esempio, per perdere
peso?
Ogni volta che hai
fame dovresti chiederti: "A chi appartiene" E se senti una
sensazione di leggerezza, un pensiero che si illumina, capisci che la
fame non appartiene a te. Devi essere disposta a fare questo però.
C'era una signora nel nostro ufficio che mangiava 4-5 ciambelle al
lavoro ogni giorno. Ha fatto questa domanda ed è riuscita a perdere
tantissimi chili già il primo mese. Per perdere peso dobbiamo anche
muovere i nostri corpi. Non sono fatti per stare seduti ma per
muoversi. Quando facciamo esercizio fisico produciamo inoltre
endorfine, che ci fanno molto bene. Un'altra cosa importante da fare
è di smettere di giudicare noi stessi! Troppo spesso non facciamo
che criticarci quando ci guardiamo allo specchio. Basta! Chiedi al
tuo corpo cosa vuole e ascolta la sua risposta.
Chiedi e ti sarà
dato. Questa è un espressione della Bibbia ma che molti pensatori
usano, anche tu.
Sì. Sono poche le
persone che davvero credono in queste parole, ma vi dico che
funzionano veramente. Il fatto è che spesso chiediamo ma non ci
aspettiamo di ricevere – e quindi non riceviamo. Chiudiamo le
porte. Bisognerebbe chiedere ma con curiosità e senza trovare da
soli le risposte.
Foto: flickr.com Mr. Reverend
Intimità e
relazioni. Dici spesso che non ci dobbiamo separare da noi stessi. Mi
spieghi meglio?
Molto
spesso tendiamo a fare le cose che riteniamo rende felice il nostro
partner. Quando iniziamo un rapporto vogliamo mostrare quanto lo
amiamo e lasciamo perdere le cose che fanno bene a noi. Forse
smettiamo di andare in palestra o vedere persone che ci stanno
simpatici – specialmente se non piacciono a lui – o lei. In
questo modo divorziamo da noi stessi e non fa bene alla relazione.
Come fa una relazione a due funzionare bene se uno dei due si
cancella? Chi ama un'altra persona la vuole vedere felice! Chi ama
dice: “Amore, fai quello che ti rende felice! Io ti amo e voglio la
tua felicità!”
Hai
scritto anche di violenza domestica ed abusi in generale. Me ne vuoi
parlare?
La
violenza domestica esiste sia per uomini e donne. Quando si parla di
violenza fisica è più spesso gli uomini che sono violenti con le
donne, ma ci sono moltissimi uomini che sono vittime di violenza
psicologica. Se state vivendo in un rapporto dove siete maltrattati -
ricordate: c'è sempre una scelta migliore per voi! Dico questo,
perché lo so. Sono stato vittima di molti tipi di abuso nella mia
vita, specialmente da bambino. Dobbiamo fare una scelta, e dobbiamo
scegliere ciò che è meglio per noi.
Mi
racconti qualcosa di Dain? Cosa ti piace fare nel tempo libero? Quali
sono le tue passioni?
Ho un
sacco di passioni! Quando ho tempo mi piace cavalcare i miei cavalli.
Mi piace anche percorrere le strade velocemente sulla mia moto. E poi
mi piace andare in palestra e correre all'aria aperta.
Cosa
ti piace di più di Roma?
Amo la
storia! E anche la realtá fatta di miscuglio di antico e nuovo che
si può trovare qui a Roma. Si può veramente sentire il passato qui.
E dove si sente il passato si può anche sentire il futuro. Mi piace
anche il buon cibo ed il vino. E mi diverto andare in giro in
macchina qui a Roma. Trovo incredibile come gli automobilisti
riescano ad utilizzare ogni spazio della strada! Hanno tantissima
fantasia. Ci sono anche altri posti in Italia che amo come Venezia,
per esempio. E 'incredibile pensare come una tale città può
esistere. Tutta la città è costruita su legno!
A
novembre andrai nel mio paese di origine, la Svezia. Cosa ne pensi?
Amo la
Svezia! La prima volta che sono atterrato a Stoccolma mi sono subito
sentito a casa. Mi piace anche la gente e l'architettura. Certo, mi
piacciono anche le polpette! E trovo incredibile quante persone
svedesi si sono avvicinati ad Access. Inizialmente credevo che gli
svedesi avevano una mentalità chiusa, come se fossero abituati a
vivere in “una scatola”. In realtà sono molto aperti e curiosi.
Infine:
Pensi che le persone siano più aperte in alcuni paesi rispetto ad
altri?
Ci sono
sicuramente differenze culturali in paesi diversi, ma persone
coraggiose e curiose sono ovunque e molti di loro sono disposti a
cambiare.
Grazie
mille per aver dedicato tempo a parlare con me, Dain. Ti auguro tanta
fortuna per il futuro!
Monica Soma con Dain al workshop
Monica
Soma ci ha filmato durante l'intervista e ha scattato delle foto. Ha
anche partecipato al workshop di Dain. Mi ha raccontato che Dain l'ha
invitata sul palcoscenico e che ne è stata entusiasta. Le ha fatto
un trattamento di energia chiamato ESB, Sintesi
Energetica dell’Essere. Racconta:
"Finito
il trattamento, mi fa rialzare, apro gli occhi e vedo una sala
diversa da com' era prima. I miei occhi da fotografa (ormai) vedono
il giorno invece della sera. I volti, che mi guardano, e mi stavano
guardando TUTTI! con una presenza assoluta, esprimevano curiosità,
fascino e vita. Dain chiede a loro come mi vedevano e si alzano delle
voci esaltate e gioiose che gridano: bellissima!! E quando Dain gli
chiede se sembravo diversa da prima, mi viene da ridere, perchè vedo
quelle teste tutte allineate annuire come se fosse un' onda che gli
fa muovere la testa. Sentivo gioia pura in questo momento per me
stramagico!"
Grazie Monica per il
video, foto e il tuo feedback del workshop.
Io non ho potuto partecipare al workshop ma trovo comunque Dain una persona con molte energie e pensieri saggi che sono molto simili ai miei.
Ho
avuto la fortuna di essere invitata da Eva Bjorklund a pranzo! Che
esperienza! Mi sono messa sul treno a Roma una domenica mattina alle
7.58 per andare a Terni in Umbria, il cuore verde d’Italia, dove
Eva è venuta a prendermi in stazione. I suoi occhi blu erano
illuminati di felicità e curiosità e dopo un caldo abbraccio
abbiamo iniziato la nostra passeggiata insieme. Abbiamo passato una
giornata bellissima e mi ha fatto da “cicerone” gratis
nella bella città in mezzo al verde. Abbiamo passeggiato, ci siamo
fermate al bar e abbiamo chiacchierato di tutto e di più.
Eva ed io nella sua cucina
Eva
passa la maggior parte della giornata quando è libera nella cucina.
È una cucina molto grande e luminosa. Qui cucina, fa dolci e anche
il pane, ma è anche qui dove sta quando risponde agli e-mail dai
suoi soci e quando chatta con i suoi amici in giro per il mondo. Sul
muro tra le altre cose è appeso una mensola con degli oggetti
svedesi. È in cucina che lei mi racconta la storia interessante
della sua vita.
Una parte della cucina di Eva
Eva
è arrivata come ragazza alla pari a Firenze alcuni mesi prima di
compiere 16 anni nel 1970. Badava a tre bambini e studiava italiano
all’Università per stranieri come alunna più giovane in assoluto.
Dopodiché e tornata in Svezia e si è iscritta al liceo ma durante
ogni vacanza tornava in Italia pagandosi i viaggi con i soldi che
guadagnava come baby-sitter la sera. Dopo il liceo è stata alcuni
mesi a Roma come ragazza alla pari.
La cucina di Eva prima che inizia a cucinar
Di
nuovo in Svezia ha lavorato presso l’ospedale a Malmö e poi in un
aslio e contemporaneamente studiava italiano presso l’unversità di
Lund Nel 1979 è emigrata dalla Svezia ed ha iniziato a lavorare come
guida sulla costa Adriatica. A Riccione ha incontrato l’Amore e si
è trasferita a Terni nel 1980 e l’anno dopo si è sposata.
Insegnava inglese ai bambini ed ha anche lavorato come guida, facendo
traduzioni prima che nascesse la figlia Anna nel 1987.
In cucina è appeso una vecchia mensola per strofinacci dove Eva tiene souvenir svedesi ed italiani
Eva
aveva comunque un problema. Il suo peso aumentava vertiginosamente e
all’inizio non voleva neanche pensarci. Eva racconta:
“Durante
il mio primo anno a Terni sono aumentata 17 kg. Ho smesso di pesarmi
quando l’ago della bilancia superava i 100 kg. Dipendeva sia dal
buon cibo italiano sia da una difficile relazione con mia suocera.
Fortunatamente una mia amica mi ha accompagnata alla WeightWatchers e
lì ho imparato a mangiare in maniera buona e giusta e nello stesso
tempo ho perso peso. Dopo ho capito che il mio mangiare era un modo
per compensare un malessere e che spesso ci sono problemi piccoli o
grandi dietro il sovrappeso, raramente dipende da disfunzione. Se sei
felice devi ridere, se sei triste devi piangere, se sei arrabbiata
devi strillare ma una persona con il problema del peso mangia invece
di esprimere i sentimenti.”
Nel
2000 Eva è riuscita a perdere 27 kg grazie a WeightWatchers e le è
stata offerto un lavoro presso la loro società. Lavorava in varie
città in Umbria, Lazio e Abruzzo, un periodo era anche responsabile
del magazzino a Milano e ci andava una volta alla settimana. Si
trovava benissimo con questo lavoro, riuscire ad aiutare le persone
con il sovrappeso a mangiare il giusto e
perdere peso. Appena dopo la morte del suo papà ha ricevuto una
cattiva notizia, WeightWatchers ha chiuso l’attività in Italia e
licenziato tutto il personale.
Eva con il suo collega Pierluigi
Eva
aveva lavorato insieme ad un collega Pierluigi che anche lui aveva
perso 20 kg con lo stesso metodo. Sono stati chiamati da centinaia di
soci WeightWatchers che chiedevano il loro aiuto. Stavano cercando un
modo per continuare il loro lavoro e sono stati appoggiati dalla
psicologa Simona Marzano ad aprire la loro società AnimamagrA
(www.animamagra.it). Avevano
aiutato tantissime persone a perdere peso e volevano continuare con
questo lavoro. Continuano ad insegnare come mangiare sano e hanno
riunioni settimanali dove aiutano chi ne ha bisogno. Finora hanno
aiutato più di 100 persone a raggiungere il loro peso ideale.
“Hai
qualche consiglio da regalare a chi ama il buon cibo ma nello stesso
tempo vuole dimagrire?”
“Consiglierei
loro prima di tutto di tenere un diario alimentare dove scrivere
tutto ciò che mangiano. Almeno 30 minuti di passeggiata al giorno.
Bere ca 1 litro e mezzo -2 di acqua ogni giorno. Tre pasti principali
e due spuntini giornalieri. 2-4 cucchiaini d’olio extravergine
d’oliva al giorno. Almeno 2 porzioni di verdura e tre frutti al
giorno. Non mangiare assolutamente cibo “triste”. Attraverso
Internet si possono trovare tante ricette light e buone. Una volta
alla settimana ci possiamo permetter qualcosa di extra come per
esempio una pizza.”
Dopo
le nostre chiacchiere molto interessanti entrano in cucina il marito
e la figlia di Eva ed iniziamo a goderci un pasto favoloso che è
composto da tre portate come si usa in Italia. Antipasto è melone e
prosciutto, polpette di zucchine (ricetta dal blogg di Helena
Eriksson
Come
primo piatto degli spaghetti con dei pomodori freschi, il secondo era
petto di tacchino alla menta e l’arancia come contorno delle
zucchine grigliati. Il tutto innaffiato con del fresco vino bianco
locale. Naturalmente Eva aveva preparato una bella macedonia
per concludere il pasto. Ero piena finito il pasto ma Eva mi ha
sorriso e detto “Non ti preoccupare! Sono tutte ricette
AnimamagrA”.
Eva e la casa
Nel salotto c'è un misto di libri svedesi ed italiani
Eva
legge molti libri svedesi che scarica sul suo e-reader dalle
biblioteche svedesi, ma nella sua libreria si trovano libri svedesi e
anche italiani in un mix divertente.
Ho
chiesto ad Eva se era particolarmente affezionata a qualche oggetto in
casa e allora mi fa vedere un quadro di Stoccolma ricamato dalla sua
mamma. Eva regalò il materiale a sua mamma quando ancora viveva in
Svezia e poi sua mamma lo regalò al marito di Eva per i suoi 50
anni.
Eva ed il suo quadro preferito - ricamato dalla madre
“Eva-
puoi regalare ai visitatori del mio blogg le ricette dei tuoi
fantastici piatti di oggi?” ho chiesto prima di andare alla
stazione.
“Certamente!”
ha risposto Eva
Spaghetti alla Checca
Spaghetti
alla Checca
Pomodori
S. Marzano 2/ persona
Olio d’oliva extravergine 1
cucchiaino/persona
Basilico, origano, aglio, sale e pepe
Pecorino
grattugiato
Spellare
i pomodori dopo averli gettati in acqua bollente. Tagliare a
pezzettini, aggiungere olio,aglio spremuto, basilico tritato,
origano, sale e pepe. Condire i spaghetti e servire con pecorino
grattugiato.
Tacchino alla menta e arancia
Tacchino
alla menta e arancia 2 porzioni
Petto
di tacchino a dadini ca 300 gr
Farina 2 cucchiai
Olio di oliva
extravergine 1 cucchiaino
Burro 1 cucchiaino
Il succo di due
arance
Menta fresca tritata
Infarinare
il tacchino. Far rosolare con l’olio ed il burro in una padella
antiaderente. Salare e pepare. Bagnare con il succo di arancia e
portare a cottura. Servire con la menta tritata.